Corteo dei Centri sociali 14/6
Quello che segue è l'appello redatto dall'Asseblea romana dei Centri sociali in vista del corteo del 14 Giugno, corteo che sarà preceduto giovedi 5 giugno alle 18 da un'Assemblea pubblica che si terrà in Piazza dell'Immacolata a San Lorenzo. Due appuntamenti che rappresentano il punto di partenza di quel laboratorio di confronto e costruzione di un percorso condiviso che è l'assemblea formata dalla quasi totalità dei centri sociali di Roma.
14 GIUGNO
NON C'E' SICUREZZA SENZA DIRITTI
MANIFESTAZIONE DELLA ROMA ANTIRAZZISTA ED ANTIFASCISTA, DELLA SOLIDARIETA' E DELLE DIFFERENZE, DELL'AUTOGESTIONE E DELLA CULTURA DIFFUSA, DELLE PERIFERIE E DELLE LOTTE SOCIALI
Caduto l'IMPERATORE dello spettacolo e del mattone, NON CADE L'IMPERO.
Dopo settimane di vergognose offensive politicomediatiche che hanno strumentalizzato il tema della sicurezza facendo degli immigrati ed in particolare dei ROM un vero e proprio capro espiatorio delle drammatiche contraddizioni urbane e sociali delle nostra città; dopo le roboanti promesse di cambiamento pronunciate in campagna elettorale dal nuovo RE di ROMA; all'alba dell'insediamento del Sindaco Alemanno e del nuovo governo delle Destre, la città si sveglia nel pieno di una svolta populista, autoritaria e xenofoba; una deriva reazionaria sostenuta da tutti i poteri forti, con in testa ovviamente LA CURIA e le immancabili LOBBY DEL MATTONE.
Le recenti aggressioni a gay e trans al Prenestino, agli studenti presso l'Università la Sapienza, pur nella loro diversità rappresentano un segno tangibile della svolta autoritaria annunciata in Campidoglio. Come lo sono le dichiarazioni rilasciate sugli sgomberi degli immobili occupati dai senza casa e dei centri sociali che rendono evidenti le reali priorità di governo del nuovo esecutivo cittadino. In questo clima da assedio alla società, in nome dei profitti e del mercato, tutti diventano nemici, i precari del terzo settore perchè guadagnano troppo, e vanno sostituiti con volontari o stagisti a pochi euro al mese, coloro che lavorano nel pubblico impiego perchè sono fannulloni e quindi vanno licenziati, tutti i precari e le precarie perchè forse domani chiederanno qualcosa di più dalla vita che la mancetta da lavoro per sopravvivere a casa di mamma e papà, oppure morire di lavoro o strozzati dal mutuo o dall'affitto a libero mercato.
Pezzo dopo pezzo, si sta montando un concetto di sicurezza e legalità che, come una preghiera viene trasmesso tutti i giorni dall'altare dei media per sacrificarci e regalare nelle loro mani il nostro presente negato ed il nostro futuro impossibile.
Nel nostro vocabolario alle parole insicurezza e paura troviamo scritto precarietà a vita, reddito incerto, ritmi di lavoro inaccettabili e morte sul lavoro ed una qualità della vita che non migliora mai, ferita attraverso la demolizione dei diritti e degli spazi di libertà.
La nostra “insicurezza” è legata al carovita, alla mancanza di reddito, all'aumento spropositato degli affitti e dei prezzi delle case, ad un processo di precarizzazione del lavoro e della vita che non consente ad una fascia sempre più ampia di cittadini di arrivare alla fine del mese e di vivere dignitosamente. E' il frutto di una corsa sfrenata alla produttività ed al mercato che produce ritmi di lavoro da capogiro, che nega diritti e sicurezza, che alimenta la “guerra interna” delle morti sul lavoro. LA NOSTRA INSICUREZZA è legata alla condizione di ricattabilità permanente in cui stanno relegando i migranti che vivono e lavorano nelle nostre città e nel nostro paese, a cui vengono negati accoglienza e diritti, perché ciò è utile ad alimentare una folle competizione al ribasso nel mercato del lavoro, a scavare solchi di solitudine ed incomunicabilità sociale.
In questi anni Roma è STATA LA METROPOLI più produttiva d'Italia, tempio dello sfruttamento e della precarietà, capitale dei Re di Roma e città delle baraccopoli.
In questi anni Roma è stata deturpata e saccheggiata dai pescecani della rendita (Caltagirone, Toti, Ligresti, Parnasi, Pulcini, Vaticano) e da una giunta che ha votato un Piano Regolatore INFAME. Grazie a loro e a chi li ha favoriti, Roma è oggi una delle metropoli mondiali con i prezzi più alti per l'affitto e per l'acquisto di una abitazione, con 270 mila case sfitte e una lista d'attesa per una casa popolare lunga 35 mila famiglie.
L'ALTRA ROMA...
L'ALTRA ROMA DIFENDERA' i centri sociali conquistati aprendo nuovi spazi di aggregazione e solidarietà, socialità e mutualismo, autorganizzazione e controcultura in ogni quartiere.
L'ALTRA ROMA CONQUISTERA' un vero piano di Case Pubbliche per dare una abitazione degna a tutti e tutte, italiani o migranti, per sottrarre le nostre vite agli interessi del mercato e riconquistare la casa come bene comune.
L'ALTRA ROMA DIFENDERA' le grandi risorse dei nostri territori, per la vivibilità ed i servizi nei nostri quartieri in difesa dei beni comuni e della nostra salute.
L'ALTRA ROMA CONQUISTERA' un lavoro sicuro ed un reddito garantito per tutti e tutte, parità di diritti e politiche di accoglienza per costruire una città plurale, delle diversità e delle molteplicità, attraverso l'autogoverno.
L'ALTRA ROMA DIFENDERA' quelle forme di vita, espressive, artistiche che entrano in conflitto con le regole del mercato dello spettacolo e del divertimento.
Questi sono i tasselli di un mosaico, di una sfida più ampia in grado di affermare l'idea e la realtà di un'Altra Città possibile da conquistare strada per strada, metro dopo metro, libertà dopo libertà.
Per questo invitiamo tutti e tutte a costruire attivamente, in una forma ampia e reticolare, la manifestazione cittadina di sabato 14 Giugno che muoverà dal complesso dell'ex Regina Elena, che dopo anni di abbandono e incuria da parte dell'Università, è stato occupato da circa trecento nuclei familiari ora sotto sgombero.
Scenderà in piazza la Roma dei movimenti di lotta per la casa, degli centri sociali, degli studenti in movimento, dei comitati di quartiere, dei precari e degli antirazzisti per alimentare conflitti, immaginari, nuove prospettive di trasformazione.
Scenderà in piazza e si ricorderà di gridare a gran voce "Libertà per Emiliano", studente e attivista agli arresti domiciliari dopo essere stato aggredito dai neofascisti di Forza nuova presso l'università la Sapienza lo scorso 27 maggio.
Roma non diventerà mai chiusa, inospitale, razzista.
Case, Reddito, Diritti Per Tutti e Tutte
Giovedì 5 Giugno ore 18
Piazza dell'Immacolata (San Lorenzo)
Assemblea Pubblica
Sabato 14 Giugno ore 15
Manifestazione da Regina Elena
Action, Blocco Precario Metropolitano, Coordinamento cittadino Lotta per la casa, Comitato Obiettivo Casa
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Acrobax, Angelo Mai, Auro e Marco, Brancaleone, Corto Circuito, Decolliamo, Esc, Ex 51, Ex Snia, Factory, Forte Prenestino, Horus occupato, Intifada, Kollatino, Lucha y Siesta, Onda Rossa 32, Rialto, Ricomincio dal Faro, Sans Papiers, Spartaco, Spazio occupato Il comitato primavalle, La Strada, Strike, La Talpa, La Torre, Villaggio Globale, Vittorio occupato, Zona rischio
Comunicato stampa Roma 15.05.2008
Un fatto significativo è accaduto quest'oggi, 23 centri sociali di Roma si sono ritrovati a discutere delle trasformazioni politiche della città, più in particolare delle dichiarazioni di chi, il nuovo sindaco, intende chiudere l'esperienza dell'autogestione. Alemanno parla di legalità, mette al bando i centri sociali illegali, divide tra buoni e cattivi, progetta un processo di normalizzazione.
I centri sociali, però, nascono nel conflitto, momenti di rottura in grado di costruire comunità, mutualismo, cooperazione, solidarietà, cultura. Per questo motivo, con forza e determinazione, la voce di tutti i centri sociali intervenuti nell'assemblea che si è tenuta quest'oggi a Esc ha chiarito che non c'è posto per divisioni, non saranno accettate aggressioni repressive. In questo senso con forza diciamo: "siamo tutti illegali!"
Parlare di centri sociali, inoltre, significa parlare di una fitta rete di relazioni, di progetti, di campi di intervento: dalla casa alla formazione, dalla produzione culturale indipendente all'antiproibizionismo. Difenderli, significa dunque mettere al centro questa ricchezza, una parte di città che nessuna istituzione può ridurre al silenzio.
Le esperienze di autogestione e di occupazione non staranno nell'angolo, non aspetteranno di subire colpi, non arretreranno di un passo. Per questo, di concerto con i movimenti di lotta per la casa, promuovono una grande manifestazione cittadina per sabato 14 giugno, contro gli sgomberi e per un'altra idea di città – ostile al clima e alle pratiche sicuritarie, dalla parte dei diritti –, preparata da una assemblea unitaria prevista per giovedì 5 giugno.
Infine, nell'ottica di estendere la comunicazione con la città, i centri sociali promuovono un grande evento per fine giugno dove far convergere tutte le esperienze artistiche e culturali che nell'autogestione, romana e non solo, hanno mosso i primi passi e che oggi rappresentano un polo decisivo della cultura indipendente di questo paese.
Guai a chi ci tocca!
Acrobax, Angelo Mai, Auro e Marco, Brancaleone, Corto Circuito, Decolliamo, Esc, Forte Prenestino, Horus occupato, Intifada, Kollatino, Lucha y Siesta, Onda Rossa 32, Rialto, Sans Papiers, Spartaco, Spazio occupato Il comitato primavalle, Strada, Strike, la Torre , Villaggio Globale, Vittorio occupato, Zona a rischio
difendiamo il maestosointervenga il prefetto!!!!!
DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLA CASA DEGLI INQUILINI DI VIA APPIA 416/420
DIFENDIAMO IL CINEMA MAESTOSO
INTERVENGA IL PREFETTO
Il complesso Maestoso è un patrimonio di tutti i cittadini di questo
quartiere: progettato dall'architetto Riccardo Morandi negli anni 50,
comprende il primo cinema multisala di Roma ed ha un grande valore
urbanistico ed architettonico.
Il complesso, originariamente di Assitalia è passato attraverso vari
cambi di proprietà (Initium s.r.l., Bama s.r.l.) fino ad arrivare all'
attuale, l' Immobiliare Appia 2005 srl, che ha deciso di sfrattare i
nove inquilini che vivono il palazzo e di non rinnovare il contratto
di
locazione del cinema, che dunque rischia di essere chiuso.
In maniera arrogante, la proprietà, pensando solo ai suoi profitti,
non vuole fare alcuna trattativa, né con gli inquilini, né con il
municipio, né con il Comune.
La Presidente del Municipio, con un'apposita ordinanza, l' 11 ottobre
ha requisito i 9 appartamenti per difendere le famiglie che
rischiavano
di rimanere senza casa, vista la loro impossibilità a reperire un
alloggio con i prezzi di mercato e l'indisponibilità della proprietà
a
intraprendere una trattativa.
Senonché, il TAR ha annullato la requisizione stabilendo che tale
atto
può essere adottato soltanto dal Prefetto.
Pertanto, chiediamo che il Prefetto intervenga a tutelare sia gli
inquilini sotto sfratto che i cittadini, che sono tenuti sotto
costante
ricatto da una società che intende speculare sulla nostra pelle.
MICROFONO APERTO CON I CITTADINI MERCOLEDI' 19 MARZO ORE 16.30
Comitato inquilini di via Appia 416/420
Action diritti in movimento
Roma, 13 marzo 2008
Occupata la sede di ACEA a Roma
Questa mattina alle ore 11.00 attivisti delle Ass. Action ed A Sud hanno occupato la sede centrale di ACEA in Piazzale Ostiense,
contestando le scelte e la gestione di questi ultimi anni.
Una municipalizzata che dovrebbe avere come sua principale funzione garantire il diritto all'acqua ai cittadini ed alle cittadine di Roma preferisce invece costruire il prossimo inceneritore ad Albano, dopo quelli di Terni e San Vittore, causando le dure proteste delle popolazioni locali, piuttosto che garantire qualità e investimenti nel servizio idrico integrato.
Negli ultimi mesi infatti tre depuratori di ACEA &sly; Castelnuovo,Monterotondo e Fonte Nuova &sly; sono stati chiusi dal Corpo Forestale per inquinamento da arsenico, i cui livelli superavano di 6 volte i limiti consentiti per legge mettendo a repentaglio la salute pubblica.
Esiste inoltre il rischio di collasso dell'ecosistema della valle dell'Aniene, denunciato più volte dai cittadini, causato dall'eccessivo sfruttamento da parte di ACEA dell'acquedotto del Simbrivio.
Così come sono mancati in questi anni investimenti importanti di manutenzione della rete idrica cittadina mentre molti sono stati i lavoratori licenziati o esternalizzati.
Il processo di privatizzazione iniziato nel 1998 ha poi permesso alla multinazionale Suez di controllare l'8,6&% di ACEA,al presidente della ACEA di sedere nel Cda della multinazionale francese ed ad un membro del comitato esecutivo di Suez di sedere nel Cda di ACEA.
La Suez, secondo gestore mondiale di servizi idrici, con la sua politica punta a trasformare il diritto all'acqua in una merce come le altre ed è accusata in numerosi paesi del mondo di precludere l'accesso all'acqua a milioni di persone e di causare gravissimi danni all'ambiente.
Politica che anche ACEA ormai porta avanti in Armenia, Perù e in Honduras, dove dal 2004 la popolazione locale si oppone alla privatizzazione dell'acqua imposta dall'impresa.
Mentre in città i candidati Sindaci discutono su quanto ancora privatizzare quella che era la più importante impresa capitolina,
l'azione simbolica di questa mattina afferma come il più grande investimento per la città, la sicurezza e la salute dei cittadini
sia ripubblicizzare ACEA riportandone il controllo nelle mani dei cittadini.
Questa iniziativa vuole essere il contributo delle Ass. Action ed A Sud alla tre giorni per la difesa dei beni comuni promossa dai movimenti nel Lazio.
Per informazioni, contatti e interviste: 3486861204
Per informazioni o contatti con l'Associazione Asud
Para informaciones y conctactos con la Asociacion A Sud
Via Romano Calò 48, 00139 Roma
www.asud.net
redazione@asud.nettel. 0039 068803570
Action Diritti In Movimento
Siamo cinque Centri Sociali e sette palazzi occupati della Capitale che si sono messi in testa di provare a costruire un nuovo modello di città, basato sulle persone, sui loro diritti e sulla partecipazione.
La destra parla di ACTIon come di un gruppo di persone che da casa agli extracomunitari e la leva agli italiani.
La magistratura ha tentato di definirla una associazione a delinquere, cosa per fortuna scongiurata dalla sentenza del Tribunale di Roma di pochi giorni fa.
La nostra è un'altra storia,è la storia di molti,è la storia degli ultimi.
ACTIon irrompe nella scena decennale della lotta alla casa romana, con un idea nuova e devastante. Non è solo un tetto che vuole riconsegnare a chi occupa casa ma il sogno di riscrivere il cielo. Vogliamo una casa per andare in giro per il mondo,incominciamo a strillare sotto i palazzi del potere. Si occupa ,tanto e in molti, ma i nostri obiettivi sono i palazzi di privati e non come è stato sempre i posti abbandonati del comune.
ACTIon decide di dichiarare guerra ai poteri forti di Roma. Un modo nuovo di costruire il diritto all'abitare che punta a riscrivere le leggi attuali ,basate sulla voglia di profitto dei costruttori e lontane dalle esigenze abitative della cittadinanza.
Chi comanda a Roma? Coppola, Ricucci, Caltagirone...?
Occupando le proprietà di questi personaggi scopriamo le vere contraddizioni di cui l'amministrazione è complice.
Diritto all' abitare e non solo alla casa.
ACTIon parla del problema della casa come un problema di reddito negato, inserendolo in un contesto di lotta alla precarietà più ampio.
Questo ci permette di rivolgerci non solo ai senzatetto ma a tutte quelle categorie precarie che costituiscono le nuove sacche di povertà.
La casa, il reddito, lo sviluppo urbanistico, l'acqua e le energie alternative tutti pezzi che ci riportano alla battaglia per i beni comuni e che ci hanno fatto incontrare coloro che si battono con il NO Coke, i No Turbogas, i cittadini campani contro le discariche, il presidio permanente dei cittadini veneti contro l'ampliamento della base Nato a Vicenza e molti altri ancora.
Riconsegnare protagonismo ai territori e ai suoi abitanti. Le occupazioni diventano punti di riferimento per rivendicare servizi,cultura e mobilità in quartieri abbandonati e non considerati nelle priorità dell' agenda politica del Campidoglio.
Costruire partecipazione,rilanciare l' autorganizzazione per essere protagonisti delle scelte pubbliche e immaginare insieme un nuovo modello di Welfare.
Assemblea Generale,Laboratorio delle Idee,Consiglio delle Occupazioni: sono solo alcune delle forme organizzative che ci siamo dati tentando di sperimentare continuamente forme inclusive e partecipative,che mettano insieme lingue,culture e storie diverse,cercando ,dal basso, di costruire una forma di cittadinanza partecipata e comunitaria.
In questo momento Action ha deciso di avviare, contemporaneamente ad un'altra serie di battaglie politiche, un ciclo di incontri seminariali con l'ambizioso obiettivo di affrontare le questioni complesse che abbiamo di fronte, puntando alla nostra crescita e identità, oltre che a darci strumenti per l'azione politica.
Il primo di questi incontri sarà sulle questioni internazionali, sulle caratteristiche del conflitto a livello internazionale, sulle contraddizioni, i punti di forza e di debolezza di una nuova tendenza popolare e su come possiamo contribuire ad aiutare questo processo.
Dalle periferie al mondo. Non solo perché questa è la nostra storia, ma perché vogliamo conoscere e far convergere le lotte al neoliberismo che il mondo esprime.
Palestina,Chiapas, Bolivia sono le relazioni più forti e continue.
E poi nel corso degli ultimi anni gli operai della Zanon, gli indigeni Mapuche, i compagni del DAL francese, i ragazzi dei centri sociali baschi e ancora molti altri.
Ora sentiamo l'esigenze di saperne di più, di capire quali sono le i percorsi praticati e praticabili più avanzati nel mondo.
Le lotte dell'umanità contro il neoliberismo
Sabato 23 febbraio CSOA Corto circuito
Via Filippo Serafini 57 Roma
Una giornata in cui Action riflette insieme ad esperti e movimenti sulla guerra, sui conflitti e sulle pratiche di resistenza al neoliberismo che i popoli del mondo praticano.
Ore 10.00
La Guerra Globale, i suoi fronti si allargano e si diversificano alla conquista delle risorse del pianeta, dei beni comuni, cancellando lotte e diritti delle donne e degli uomini del mondo.
Ne discutiamo con
- Alberto Sciortino, autore e coordinatore di progetti di sviluppo in Africa
- Alberto Castagnola, economista, formatore
- Roberto Zanini, redazione esteri de Il Manifesto
Ore 15.00
LABORATORIO SUD AMERICA: popoli che costruiscono pratiche di alternativa al neoliberismo
Ne discutiamo con
- Geraldina Colotti, Le Monde Diplomatique
- Aldo Garzia, giornalista, scrittore
Voci dal Sud America
- Sergio Ciancaglini, docente di comunicazione sociale a Buenos Aires, attivista della coop.LAVACA e autore del libro Sin Patron sull'esperienza delle fabbriche recuperate argentine
- Simona Granati, Ya Basta Moltitudia, l'autogoverno e la resistenza nelle comunità zapatiste del Chiapas
- Giuseppe De Marzo, A Sud, Dalla difesa dei beni comuni ad una democrazia della Terra. Il laboratorio Bolivia.
- Sandra De Prada, "La casa feminista de Rosa", centro autogestito dalle donne e dai movimenti sociali in Quito, Ecuador
CHE FINE HA FATTO LA DELIBERA 110/05 SULLE POLITICHE ABITATIVE ?
DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLA CASA
DIFENDIAMO LA CITTA' DALLE SPECULAZIONI
Il 20 Novembre scorso il Sindaco Veltroni e l'Assessore Minelli hanno stipulato un protocollo d'intesa con le organizzazioni dei costruttori tra cui l'Acer
e la Lega delle cooperative per "la costruzione e gestione, entro il 2011, di 20.000 alloggi destinati all'emergenza abitativa e all'housing sociale".
Non ci facciamo imbrogliare da proclami e belle parole. Sono due anni che l'amministrazione parla di un programma di 20.000 alloggi da realizzare dal 2007 al 2011.
Ma siamo alla fine del 2007 e di queste case ancora non si vede neanche l'ombra.
Con quest'accordo in realtà Veltroni utilizza la promessa – disattese di nuove case per fare un altro regalo ai costruttori e agli speculatori. Infatti, il
protocollo non dice dove, come e con quali tempi saranno costruite questa case, come verranno assegnate e a quali canoni. L'unica cosa certa è che il Sindaco
impegna la città a regalare ai costruttori nuove aree pubbliche su cui costruire. Un ennesimo insulto ai cittadini e al Consiglio Comunale visto che il nuovo
Piano Regolatore – che tornerà a gennaio in Comune per la definitiva approvazione – prevede già la colata di milioni di metri cubi di cemento, senza giovare in
alcun modo all'emergenza abitativa.
La verità è che con questo accordo si tenta di cancellare definitivamente la Delibera 110/05 sulle politiche abitative, voluta soprattutto dai movimenti e
realizzata attraverso un forte coinvolgimento di cittadini, comitati, associazioni, municipi, forze politiche e sindacali che hanno indicato delle soluzioni
innovative per garantire il diritto all'abitare nel rispetto dell'ambiente e della città.
Infatti oltre al rilancio dell'erp e della locazione, con particolare attenzione per le famiglie a basso reddito attraverso il "canone solidale" cioè l'assegnazione
di appartamenti privati ad affitti accessibili – la Delibera 110 individuava nel recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato e abbandonato uno dei cardini
di sviluppo del diritto all'abitare. Prevedendo anche il ricorso a strumenti urbanistici, ma dentro il quadro definito dal PRG cioè "nelle previsioni di aree
destinate ai piani di edilizia residenziale privata che devono rappresentare un'occasione per rilanciare in particolare il mercato della locazione".
Il Sindaco e il suo Assessore invece, vorrebbero usare la Delibera 110 per stravolgere lo stesso Piano Regolatore, infischiandosene anche del Consiglio Comunale
che attraverso la Delibera aveva posto precisi vincoli e indirizzi. Per questo, con lo stesso protocollo, istituiscono un tavolo di lavoro solo con i costruttori,
escludendo movimenti, sindacati e associazioni.
NOI NON CI STIAMO!! la delibera 110 l'abbiamo scritta con le nostre lotte e non la regaliamo a nessuno, tantomeno ai costruttori. Il diritto all'abitare deve tornare
di nuovo in mano ai cittadini visto che il Sindaco e il suo Assessore pensano solo agli affari dei costruttori.
Invitiamo i cittadini, i movimenti, le associazioni ambientaliste e gli amministratori che si erano attivati a tutela del territorio nella fase di adozione del PRG,
a difendere la città come bene comune e non "cortile privato" dei costruttori grandi e piccoli, a garantire il diritto all'abitare e alla qualità della vita da
speculatori e politici asserviti.
GIOVEDI' 20 DICEMBRE ORE 15.00
Manifestazione in Campidoglio
- Per pretendere che il Consiglio Comunale si pronunci chiaramente nel merito del percorso della delibera e la sua definitiva, veloce e integrale attuazione
programma erp, canone solidale, governo pubblico della locazione, agenzia degli affitti ecc.. senza inutile consumo del territorio;
- Per la convocazione immediata di un tavolo permanente sulle politiche abitative con i movimenti di lotta per la casa, i sindacati e le associazioni ambientaliste.
Action diritti in movimento
Requisire case agli speculatori è giusto
Questa mattina i tre
municipi diversi IX X XI, i persidenti hanno requisito complessivamente
250 appartamenti per provvedere ad una pressante emergenza abitativa
dei propri cittadini.
Requisire si è rivelato uno dei più concreti
strumenti finalizzati alla risoluzione di problematiche difficili e
drammatiche di centinaia di famiglie inquiline sotto sfratto o senza
casa, la maggioranza delle quali ormai in possesso di tutte le
condizioni per usufruire del'alloggio popolare.
Inoltre con la
requisizione l'amministrazione pubblica è intervenuta su grandi e
piccoli speculatori e costruttori abusivi, al fine di convertire
temporaneamente il loro patrimonio privato dal quale la maggioranza
delle famigli era ormai sotto sfratto, oggetto spessissimo di
speculazioni finanziarie, in patrimonio pubbico a fini sociali.
l'emegenza abitativa, (ormai riconosciuta anche dalla cassazione come
mancato diritto alla casa), la quale in gran parte determinata anche da
operazioni finanziarie su interi patrimoni immobiliari di sciacalli
come ricucci coppola caltagirone de angeli ecc.., cresce enormemente
anche a causa di una poltica inesistente.
Action ribadisce che le
iniziative dei minisidaci S. Medici, A. Catarci e S. Fantino, vanno
nella direzione giusta sottolineando che il diritto all'abitare non è
un diritto alienabile.
action diritti in movimento
MobilitazioneAntifascista@Albano 1316/9
è STATO CONSENTITO AI NAZIFASCISTI DI FIAMMA TRICOLORE DI TRASFORMARE GLI IMPIANTI COMUNALI DI VILLA DORIA DI ALBANO
IN UNA PROPRIA BASE OPERATIVA.
RESPINGIAMO QUESTA PROVOCAZIONE!
I quattro giorni di festa nazionale di Fiamma ad Albano arrivano al termine di un biennio di aggressioni e sanguinose provocazioni
ai danni dei centri sociali e non solo; come testimoniano le recenti vicende romane di Villa Ada, Casalbertone, il ferimento
di un compagno dell'assemblea NO FLY di Ciampino, i raid vandalici dello scorso agosto contro il c.s.o.a di Marino, il danneggiamento
di una enoteca nel centro di Albano non gradita agli ambienti ultrafascisti.
Dopo che già lo scorso anno era stato consentito a questi soggetti un lugubre corteo elettorale, protetto da un imponente schieramento
poliziesco che aveva bastonato gli antifascisti, ora la provocazione si ripete moltiplicata per quattro.
Probabilmente gli organi di polizia e le amministrazioni locali gradiscono il fatto che il Movimento Politico occidentale e Veneto Fronte
skinheads, già sciolti in esecuzione del decreto Mancino, si siano facilmente riciclati in una formazione che punta a rinverdire i "fasti"
del vecchio MSI.
Tanto più adesso che tromboni del fascismo ruspante come Storace e Buontempo, con la benedizione e il controllo di Berlusconi,
lasciano Fini, ma senza rischiare di perdere la poltrona parlamentare.
Questa aspirazione si sposa con il bisogno dei capibastone di passare dalle clientele locali, tipo Mattei, a quelle nazionali, tipo
Berlusconi.
Come sempre, spetta a noi contrapporsi alle tante forme di repressione padronale e fascismo: l'aggressione al potere d'acquisto dei salari;
gli affitti da strozzini; la marea montante della precarietà; l'oscurantismo e la violenza patriarcale; la devastazione aziendalistica
dei territori; il razzismo sfruttatore del lavoro dei migranti. E contrapporsi anche all'utilizzo sfacciato di queste bande.
MOBILITIAMOCI CON FORZA NEI GIORNI 13141516 SETTEMBRE
PER IMPEDIRE AI NAZIFASCISTI DI SCORRAZZARE IMPUNITI NEL PAESE.
13 SETTEMBRE PRESIDIO P.ZA SAN PIETRO ALBANO ORE 17 22
14 SETTEMBRE – PRESIDIO P.ZA SAN PIETRO ORE 17 22.
15 SETTEMBRE – CORTEO P.ZA MAZZINI ORE 16.
16 SETTEMBRE – PICCHETTI DIFFUSI NEL PAESE.
ASSEMBLEA ANTIFASCISTA CASTELLI ROMANI
Albano 7/09/07
Sabato 1 settembre
Porta il tuo fiore a Renato
Dalle 17
al tramonto sul litorale di Focene
Erano le 5 del mattino del 27
agosto 2006 quando all'uscita da una festa
reggae presso il Buena Onda
sul litorale di Focene, veniva aggredito e
ucciso con 8 coltellate, da
due giovani del luogo, Renato Biagetti.
Un'aggressione premeditata
avvenuta in pochi secondi. Pochi secondi e
tanta ottusa e insensata
follia, per infliggere otto coltellate dirette
a punti vitali che
hanno ucciso uno di noi...tutti noi.
La sua unica colpa: essere lì, a
quella festa, con la sua compagna e i
suoi amici. La sua unica colpa
essere considerato diverso, altro,
estraneo a quel territorio. E' con
quella frase "è finita la festa? e
allora che cazzo ce state a fa qua!
tornatevene a Roma!" che sono
iniziati gli attimi più sconvolgenti e
violenti della vita di Renato e
di chi quella sera era insieme a lui.
Da subito i giornali hanno parlato di rissa tra balordi, da subito la
verità è stata manipolata da omissioni e depistaggi, da subito in
molti
hanno tentato di raccontarci che la politica non c'entrava
niente.
Da subito noi, familiari, amici, fratelli e sorelle di Renato
abbiamo
lottato per far emergere con forza la verità: che Renato non
era un
balordo e che quella era stata un'aggressione, che la politica
c'entra
perchè chi esce di casa armato di lama per aggredire chiunque
venga
considerato diverso, di sinistra, omosessuale o di colore è
comunque un
fascista. La verità purtroppo la conoscevamo già, forse
anche prima di
quella terribile notte. Conoscevamo i mandanti, lo
sfondo e le
motivazioni politiche delle imboscate, la viltà e l'
infamità
dell'intolleranza tramandata come valore familiare e che
invece genera
mostri, conoscevamo la stupidità e l'arroganza degli
autori materiali di
raid e aggressioni, conoscevamo i disegni della
destra, i doppiopetto in
primo piano e le squadracce nella notte.
Dopo la morte di Renato non si può più tornare indietro. Per tutto
questo
lungo anno, nell'indifferenza della politica, delle istituzioni
e
dell'opinione pubblica, abbiamo continuato a denunciare questo
clima.
Le aggressioni a Villa Ada e alla casa occupata di Casalbertone
sono
altri gravissimi episodi che dimostrano che tale estremismo non
può
essere trattato con una becera equidistanza o con la semplice
indignazione, legittimando di fatto la presenza di covi neofascisti
nella nostra città e nelle nostre periferie.
E' passato un anno da
quella maledetta notte, un anno che ha visto
tantissimi compagni e
compagne, amici e amiche, la gente comune
attivarsi, ognuno a suo
modo. Manifestare insieme il rifiuto della
violenza fascista,
raccontare la storia di Renato, gridare a gran voce
la verità su
quella notte, organizzare iniziative in giro per l'Italia,
continuare
a far vivere nei progetti in cui lui credeva, i sogni di Renato.
Tutte
le iniziative organizzate hanno comunicato messaggi di vita, di
entusiasmo, hanno rimesso al centro dell'attenzione l'antifascismo e
il
rifiuto della cultura del coltello come valori fondanti della
nostra
storia che devono essere ribaditi ancora oggi, tutti i giorni,
con forza
e convinzione.
Il 1 settembre saremo a Focene, un anno dopo
quella tragica notte, con
la forza e la determinazione di chi non ha
dimenticato e ha ancora
voglia che anche gli abitanti di quella zona
ascoltino il suono della
verità. Per portare un fiore a Renato, per
raccontare a tutti quelli che
vivono quell'estremo territorio
periferico solo d'estate o tutti i
giorni dell'anno ciò che è accaduto
un anno fa. Contro il silenzio e
l'omertà che rende colpevoli e
conniventi.
Per il 2 settembre inoltre proponiamo un'assemblea
nazionale
antifascista a cui invitiamo a partecipare tutti coloro che
saranno a
Focene il 1 settembre, per ragionare insieme come continuare
a far
vivere la storia di Renato nelle lotte e nei percorsi che ognuno
di noi
porta avanti e come dare un respiro nazionale al percorso
antifascista.
Invitiamo tutti e tutte a costruire insieme la giornata
del 1 settembre
a Focene, a portare il proprio contributo, le proprie
idee, i proprio
rumori, i propri percorsi di lotta quotidiani, in
questa manifestazione
che ci stiamo immaginando fortemente
comunicativa e determinata, fatta
di musica e parole, di rabbia e
amore.
Con Renato nel cuore
*1 SETTEMBRE 2007*
*PORTA IL TUO
FIORE A RENATO*